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Carbone di cocco o minerale: quale è meglio per i COV

Quando si parla di purificatori d'aria e COV si guarda quasi sempre a quanto carbone attivo c'è nel filtro. Ma conta anche di che cosa è fatto: carbone di guscio di cocco e carbone minerale hanno pori diversi, e trattengono meglio sostanze diverse. Vediamo cosa dicono gli studi, e quale funziona meglio con l'aria di casa.

Aggiornato: ottobre 2026 • Lettura: ~7 min

Perché il tipo di carbone conta, non solo la quantità

Il carbone attivo trattiene i gas per adsorbimento: le molecole si fermano sulle pareti di milioni di pori microscopici. La quantità di carbone decide quanto può trattenere prima di saturarsi; il tipo di carbone decide quali molecole trattiene meglio, perché dipende dalla dimensione dei suoi pori. Abbiamo già visto come si rimuovono i COV nel nostro articolo COV in casa: cosa sono e come eliminarli davvero: qui ci concentriamo sul materiale.

Micropori e mesopori, in parole semplici

Micropori

Pori più piccoli di 2 nanometri. Sono la "trappola" ideale per le molecole piccole e per i gas presenti in basse concentrazioni, perché le pareti vicine le trattengono con più forza.

Mesopori

Pori tra 2 e 50 nanometri. Sono più adatti alle molecole più grandi e lavorano bene quando la concentrazione degli inquinanti è alta, come in molti processi industriali.

Macropori

Pori più grandi di 50 nanometri. Non trattengono quasi niente da soli: sono le "strade" che portano l'aria verso i pori più piccoli.

Carbone di cocco e carbone minerale a confronto

Nei filtri per aria e acqua si usano soprattutto due materiali: il carbone ricavato dal guscio di cocco e quello ricavato dal carbone minerale bituminoso. Secondo un articolo tecnico pubblicato sulla rivista di settore Water Conditioning & Purification, il carbone di cocco è quello con più micropori, circa il 50% in più rispetto a quello minerale, che ha invece più mesopori e macropori.

Carbone di cocco Carbone minerale (bituminoso)
Struttura dei pori ricco di micropori distribuzione più ampia, con più mesopori
Molecole trattenute meglio piccole, a bassa concentrazione più grandi, a concentrazione più alta
Durezza in genere più duro e resistente all'abrasione in genere meno duro
Ceneri e impurità basse più alte, se non lavato con acido
Origine materia prima rinnovabile fonte fossile

Nella stessa rivista, una prova di laboratorio in acqua ha misurato quanto benzene trattiene un grammo di carbone prima di saturarsi: circa 11 mg per il carbone di cocco contro circa 6 mg per quello minerale. È un dato utile per capire la tendenza, ma riguarda l'acqua e non l'aria, quindi non va letto come la prestazione di un purificatore.

Cosa dicono gli studi sull'aria

Università del Texas (2013): dipende dalla concentrazione

Uno studio dell'Università del Texas ad Arlington ha confrontato due carboni commerciali, uno di cocco e uno minerale, nell'adsorbimento di alcuni gas (xileni, etilbenzene e metiletilchetone). Con il metiletilchetone i due carboni si sono comportati in modo simile. Con xileni ed etilbenzene, invece, il carbone di cocco ha trattenuto di più alle basse concentrazioni, quello minerale alle alte concentrazioni. La conclusione degli autori: entrambi funzionano, ma a livelli di concentrazione diversi.

Politecnico di Catalogna (2013): il cocco su aria reale

Un gruppo del Politecnico di Catalogna ha provato un filtro commerciale a carbone di cocco su aria reale, prelevata dentro e fuori un normale edificio, con concentrazioni di COV molto più basse di quelle usate di solito in laboratorio. In un solo passaggio dell'aria il filtro ha rimosso in media circa il 65% dei COV dell'aria interna e il 62% di quelli dell'aria esterna, e il 100% dell'ozono. L'umidità molto bassa ne ha ridotto l'efficienza.

Come leggere questi dati

Lo studio del Texas riguarda gas tipici delle discariche, non di una casa, e confronta due soli carboni. Quello della Catalogna usa un filtro sottile per impianti di ventilazione e misura un solo passaggio dell'aria: in un purificatore l'aria attraversa il filtro molte volte all'ora. Gli studi diretti sul confronto in aria sono pochi, e le prestazioni dipendono anche dalla qualità specifica di ogni carbone.

Perché per l'aria di casa conta la bassa concentrazione

In una casa i COV sono quasi sempre presenti in quantità molto piccole: tracce di formaldeide dai mobili, solventi dalle vernici, profumi, detergenti, gas di scarico che entrano dalle finestre. È proprio la situazione in cui i micropori del carbone di cocco danno il meglio. Il carbone minerale, con i suoi pori più ampi, è più adatto ai carichi elevati tipici degli ambienti industriali.

Non esiste un carbone migliore in assoluto

Chi afferma che un tipo di carbone è sempre superiore all'altro semplifica troppo. Per un purificatore domestico, il tipo di carbone è uno dei fattori, insieme ad altri altrettanto importanti:

Quantità

Servono chili di carbone, non un sottile strato: un velo leggero si satura in poco tempo.

Tempo di contatto

Più lentamente l'aria attraversa il carbone, più molecole vengono trattenute. Contano la superficie di passaggio e lo spessore dello strato.

Materiali impregnati

Per i gas più reattivi, come la formaldeide, servono materiali trattati che li neutralizzano chimicamente.

Diffida degli slogan

Se un produttore presenta il proprio tipo di carbone come l'unico valido, chiediti cosa vende. Per riconoscere i messaggi più ingannevoli leggi la nostra guida su come riconoscere un buon purificatore d'aria.

Il carbone dei filtri Austin Air

I filtri Austin Air usano carbone attivo di guscio di cocco, insieme alla zeolite, in una quantità che arriva a 6,8 kg nei modelli standard e a 2,7 kg nei Junior. Grazie all'aspirazione a 360°, l'aria attraversa lentamente lo strato di carbone che circonda il filtro HEPA, con un tempo di contatto più lungo.

  • HealthMate: carbone di cocco e zeolite non impregnati, per odori e COV comuni
  • HealthMate Plus: con una parte del carbone impregnata con ioduro di potassio, più efficace su formaldeide e sostanze chimiche aggressive
  • Immunity Machine: carbone, carbone impregnato con ioduro di potassio, zeolite e zeolite con impregnazione proprietaria, più il tessuto HEGA

Per scegliere il modello giusto puoi usare la guida alla scelta o il confronto tra i modelli, oppure scriverci.

Link utili

Fonti: K. Schaeffer, R. Potwora, Coconut shell versus bituminous coal activated carbon, Water Conditioning & Purification; Advantages of water treatment with coconut shell carbons, Water Conditioning & Purification; A. Athappan, M. Sattler, A comparison of bituminous coal-based and coconut shell-based activated carbon for removal of trace hazardous air pollutants in landfill gas, University of Texas at Arlington (2013); E. Gallego et al., Experimental evaluation of VOC removal efficiency of a coconut shell activated carbon filter for indoor air quality enhancement, Building and Environment 67 (2013); schede tecniche ufficiali Austin Air Systems.

Nota: i dati degli studi si riferiscono a condizioni di prova specifiche e non descrivono le prestazioni di un singolo purificatore. Le prestazioni possono variare in base alle condizioni d'uso e alla manutenzione. I purificatori d'aria non sono dispositivi medici.

Pubblicato in: Blog qualità dell’aria

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