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Alluvioni e aria di casa: cosa succede dopo e come proteggersi
Dopo un'alluvione il problema dell'aria comincia proprio quando l'acqua se ne va: muffe, batteri, polveri e odori possono restare in casa per settimane. Cosa succede, quali sono le fasi più delicate e come proteggere l'aria che respiri.
Lettura: ~8 min
Quando l'acqua se ne va, il problema resta nell'aria
Negli ultimi anni anche l'Italia ha conosciuto alluvioni importanti, dall'Emilia-Romagna alla Toscana alle Marche. Quando l'acqua si ritira, l'attenzione va giustamente ai danni visibili: mobili, pavimenti, impianti. C'è però un aspetto meno evidente, che dura molto più a lungo: la qualità dell'aria all'interno della casa.
Muri, pavimenti e arredi impregnati d'acqua diventano l'ambiente ideale per muffe e batteri, il fango che si asciuga libera polveri fini, e l'acqua dell'alluvione porta con sé odori e sostanze chimiche. Il rischio maggiore, come vedremo, non è nei primi giorni ma nelle settimane di asciugatura, pulizia e ristrutturazione.
Cosa resta nell'aria dopo un allagamento
Muffe e spore
L'umidità rimasta in muri, cartongesso, isolanti, tappeti e mobili favorisce la crescita delle muffe, che possono svilupparsi già entro 24-48 ore. Le spore si disperdono nell'aria a ogni movimento, pulizia o intervento sui materiali.
Batteri ed endotossine
L'acqua di un'alluvione è spesso contaminata da scarichi e liquami. Batteri e loro frammenti, come le endotossine, restano nei materiali bagnati e nei fanghi e possono passare nell'aria durante la rimozione.
Polveri e fanghi secchi
Il fango che si asciuga su pavimenti, pareti e oggetti si trasforma in polvere fine, che si solleva facilmente. Demolizioni, rimozione di intonaci e levigature ne aggiungono altra.
Odori e sostanze chimiche
L'acqua può trascinare in casa carburanti, oli, detergenti, prodotti agricoli e industriali. A questo si aggiungono gli odori di umido e di stantio e i prodotti usati per pulire e disinfettare.
Perché la muffa resta per settimane: cosa dicono gli studi
Le alluvioni più studiate dal punto di vista della qualità dell'aria interna sono quelle americane, e i risultati sono molto chiari.
Cedar Rapids, Iowa (2008): l'esondazione del fiume Cedar allagò oltre 5.000 abitazioni. Uno studio su 73 case danneggiate ha confrontato quelle con i lavori ancora in corso e quelle già risanate: nelle prime le concentrazioni nell'aria di muffe, batteri, particolato inalabile, endotossine e glucani erano significativamente più alte. Una bonifica eseguita correttamente ha migliorato la qualità dell'aria e ridotto l'esposizione dei residenti.
New Orleans (2005): nei due mesi successivi all'alluvione, le spore di muffa nell'aria esterna arrivavano fino a circa 100.000 per metro cubo, mentre dentro le case si sono misurati valori fino a circa 645.000 spore per metro cubo. I ricercatori raccomandavano a lavoratori e residenti che rientravano in casa di usare adeguati dispositivi di protezione.
Il messaggio è semplice: l'aria più carica di contaminanti non è quella all'aperto, ma quella dentro le case non ancora asciutte e risanate, e il periodo più delicato è proprio quello dei lavori.
Le fasi più a rischio
- Rimozione dei materiali bagnati: cartongesso, isolanti, moquette, materassi e mobili in truciolato sollevano spore e polveri quando vengono smontati e portati via.
- Pulizia di fango e sedimenti: spazzare o raschiare il fango secco disperde polveri fini e batteri.
- Asciugatura: deumidificatori e ventilatori sono indispensabili, ma muovono l'aria e possono rimettere in circolo le spore già presenti.
- Ristrutturazione: demolizioni, rimozione di intonaci e levigature producono grandi quantità di polvere, spesso mentre le persone abitano già in casa.
Cosa fare, in ordine di priorità
- Asciugare il prima possibile: aprire, ventilare, usare deumidificatori. Più a lungo i materiali restano bagnati, più la muffa ha tempo di crescere.
- Rimuovere ciò che non si può recuperare: materiali porosi impregnati (cartongesso, isolanti, moquette, materassi) di solito vanno eliminati, non solo puliti.
- Ventilare durante tutti i lavori, compatibilmente con il meteo esterno.
- Proteggersi: durante rimozione e pulizia usare mascherine FFP2, guanti e occhiali, e tenere lontani bambini, anziani e persone con problemi respiratori dalle stanze in cui si lavora.
- Non chiudere e riscaldare stanze ancora umide senza ricambio d'aria: caldo e umidità insieme accelerano la crescita della muffa.
- Per danni estesi, rivolgersi a professionisti della bonifica e del risanamento.
Cosa un purificatore d'aria non fa
Un purificatore non asciuga i muri e non elimina la muffa che cresce sulle superfici o dentro i materiali. Tratta l'aria, non la causa: asciugatura e bonifica vengono sempre prima. Il suo ruolo è ridurre ciò che si disperde nell'aria mentre si fanno i lavori e nelle settimane successive.
Dove aiuta un purificatore d'aria
Durante l'asciugatura, la pulizia e la ristrutturazione, e nelle settimane successive, un purificatore che funziona in continuo nelle stanze abitate riduce le particelle e gli odori presenti nell'aria:
- il filtro HEPA di grado medico trattiene spore di muffa, batteri e polveri fini: secondo i dati ufficiali Austin Air il 99,97% delle particelle a 0,3 µm e il 99% a 0,1 µm;
- il carbone attivo e la zeolite, fino a 6,8 kg nei modelli standard, adsorbono gli odori di umido e di stantio, i gas e i COV, compresi quelli dei prodotti usati per pulire e disinfettare;
- il prefiltro ferma le particelle più grandi e protegge gli stadi interni: in queste situazioni conviene aspirarlo più spesso.
Quale modello Austin Air scegliere
- HealthMate®: la scelta per l'uso generale in casa. Secondo Austin Air il carbone dei modelli base tratta anche le micotossine legate alla muffa.
- Bedroom Machine®: per la camera da letto, dove si passano molte ore anche durante i lavori, con lo stadio aggiuntivo in tessuto di carbone HEGA.
- Immunity Machine®: per le situazioni più impegnative, o quando in casa ci sono persone con una vulnerabilità immunitaria accentuata.
- HealthMate Junior: per stanze fino a 40 m².
Per approfondire tipi di muffa, rischi e prevenzione leggi anche il nostro articolo sulla muffa in casa.
In sintesi
Dopo un'alluvione l'aria di casa resta carica di muffe, batteri, polveri e odori per settimane, soprattutto durante i lavori. La priorità è asciugare, rimuovere i materiali irrecuperabili e risanare, proteggendosi durante le operazioni. Un purificatore d'aria con filtro HEPA di grado medico e una grande quantità di carbone attivo aiuta a ridurre ciò che si disperde nell'aria in questa fase, e a rendere più respirabili le stanze in cui si continua a vivere.
Link utili
Muffa in casa: tipi, rischi e come proteggere l'aria
Disastri chimici e aria in casa
Guida alla scelta del purificatore
Tutti i purificatori Austin Air
Nota: i purificatori d'aria non sono dispositivi medici e non sostituiscono le misure di prevenzione, le diagnosi o le terapie raccomandate dal medico, né gli interventi di asciugatura e bonifica degli ambienti. Le prestazioni possono variare in base all'uso e all'ambiente.
Fonti: Hoppe K. e coll., "Assessment of Airborne Exposures and Health in Flooded Homes Undergoing Renovation", Indoor Air 22(6), 2012; Solomon G.M. e coll., studio sui bioaerosol a New Orleans dopo l'alluvione del 2005, Environmental Health Perspectives 114, 2006; EPA, Emergencies and Indoor Air Quality; OMS, WHO Guidelines for Indoor Air Quality: Dampness and Mould, 2009.
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